Marquez, la vergogna dello sport motociclistico


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E’ stato detto di tutto sul Gran Premio motociclistico 2015. Ma voglio dire anche la mia, d’altra parte già ampiamente espressa nei social nei giorni passati.
Marquez in questo gran premio è stato la vergogna dello sport motociclistico. Sì è comportato come in genere ci si comporta nel ciclismo, nel quale, in questo sì, si fa il gioco di squadra (cosa che non ha neppure fatto, del resto), con i gregari che portano il predestinato alla volata finale, ma c’è sempre un’etica. Ma il motociclismo è un’altra cosa. Il motociclismo è tecnica, coraggio, cuore.
Il cuore che ha portato Valentino Rossi ad essere un grande campione. Un campione ammirato in tutto il mondo per la sua tecnica e per il suo coraggio, ammirato perfino da un ragazzino che ne aveva fatto il suo mito, lo stesso Marquez. Ma, lo stesso soggetto, è stato anche quello che – considerata l’immortalità sportiva del suo ex mito Valentino – ha voluto pugnalarlo di persona con comportamenti che di morale non hanno proprio nulla.
A cominciare da un certo punto del campionato per essere evidentissimo poi, nella gara della settimana scorsa quando ha voluto infastidire Rossi come e peggio di un moscone, o forse meglio parlare di zecca, visto che si parla di parassiti, standogli attaccato fino a quasi appoggiargli il casco addosso in quella famosa curva nella quale Valentino ha dovuto scostarlo lievemente.
Comportamento diametralmente opposto a quello tenuto ieri a Valencia nel quale è stato attaccato, sì, a Lorenzo, sempre in prima posizione, ma mai ha cercato di disturbarlo, di punzecchiarlo, di superarlo, pur essendo evidentemente il sorpasso alla sua portata. Lo ha ammesso perfino Lorenzo stesso a caldo. Anzi, ha impedito a Pedrosa di superarlo, anche rischiando di farlo cadere, per portare a termine la combine, il biscottone, come lo ha definito Valentino.
Brutto GP quello del 2015. Nel quale sono prevalsi invidie, rancori, frustrazioni, da parte di quel ragazzino che un tempo idolatrava, come tutto il mondo, Valentino Rossi.
Ma il mondo continuerà ad ammirare il nostro campione, mentre Marquez si porterà per sempre addosso il segno di colui che ha tradito lo spirito del motociclismo. Un motociclismo, fatto di tecnica, coraggio, anima e soprattutto cuore.

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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