Cicciottelle? Impariamo a usare le parole nei vari contesti.

cicciottelleGuendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari, le tiratrici con l’arco italiane, si ritroveranno nella storia delle Olimpiadi non per le loro ottime prestazioni sportive, bensì per essere state bollate “cicciottelle” dal direttore di un giornale sportivo, tale Tassi.
Se uno dirige un giornale sportivo e non di gossip (e il giornale in questione si chiama per l’appunto Qs, Quotidiano Sportivo, deve stare attento ai termini che usa, anche se avesse detto “le secche” io avrei trovato da dire qualcosa a un direttore di un giornale sportivo.. Prende un ricco stipendio anche per quello…
Io non credo, come qualcuno dice, che se le avesse chiamate “le secche” non sarebbe accaduto niente, in ogni caso, a maggior ragione, vuol dire che avrebbe dovuto usare maggior riguardo nel bollare delle atlete non per le qualità atletiche ma per qualità estetiche non corrispondenti ai canoni anoressici, che l’abbia fatto spiritosamente o meno. Stiamo parlando di un giornale sportivo e non di gossip.
Magari si potessero licenziare anche i politici per tutte le cazzate che dicono anche spudoratamente! L’Italia sarebbe senza dubbio migliore.
P.S.
Pensate che io mi batto anche per smettere di usare la parola “scopare” – invece del vecchio “fare l’amore” – che fa scadere il fare l’amore col proprio partner in un qualsiasi atto volgare.
Che brutto dire: “Abbiamo scopato”. Che brutto bollare su un Quotidiano Sportivo come “cicciottelle” delle atlete di una disciplina che non prevede, peraltro, il balletto della morte del cigno per vincere la medaglia. Al di là delle anacronistiche difese d’ufficio dell’irresponsabile direttore.

Gaetano Rizza
autore del romanzo Nato negli anni Cinquanta

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