Le Mont Saint Michel, report di un viaggio che non farò

Volevo fare un altro viaggetto. Volevo andare a Le Mont Saint Michel, sarei partito lunedì prossimo, all’alba, per arrivare non dico nella stessa serata, come mi sarebbe stato possibile con il mio ex Macinator, ma anche in due tappe.
Ma dopo vari “vado, non vado” e aver preparato il Trecentino con gps, bauletto, tasche laterali posteriori, tanica carburante di riserva, tagliando etc, oggi avrei deciso che non partirò.
Con la moto non ci avrei pensato due volte. Con la moto hai sotto la potenza, la forza, le ruote alte, l’affidabilità, l’amicizia che il mezzo ti concede, il legame che si crea…
Con lo scooter è un’altra cosa… non mi sento di tirargli il collo in una o due tappe, non so che sorprese potrebbe darmi.
D’altra parte a me piace viaggiare così, e non accetto critiche da parte di chi mi rimprovera: “Ma così non ti godi il viaggio, non gusti i panorami…”. A questi dico che quando voglio farmi una vacanza so bene come farla. Questi viaggi o viaggetti non sono vacanze, sono teletrasporto: “Stasera voglio essere a Le Mont Saint Michel…. Stasera voglio essere a Santiago de Compostela, dopodomani voglio essere a Capo Nord.. o in Armenia… E il viaggio in poche tappe me lo godo forse più intensamente.
Insieme ai vari paesaggi che ti scorrono davanti mentre corri, ti scorrono anche decenni di pensieri nella mente, i potenziali rischi a cui ti esponi. Ti scorre la pienezza e, nello stesso tempo, la caducità dell’esistenza…

Ok, non fa niente… continuerò a farmi i miei giretti quotidiani da persona di una certa età, qualche gita più lunga… ma niente di che.
Maledette primavere!

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