Fabrizio De André, principe libero

Il film dedicato al poeta di Genova: Fabrizio De André, principe libero, visto da uno che gli ha dedicato concerti in onore e memoria nella loro città, Genova, e capitoli del libro del quale è autore: NATO NEGLI ANNI CINQUANTA. Da Genova a Vittoria, da Vecchioni a De André, dal monte Ararat a Capo Nord, tra incubi e realtà.

Ieri sera ho visto la prima parte del film, non me lo sarei perso per niente al mondo. Non mi ha deluso, per niente, anzi mi ha commosso. Nonostante la quasi completa assenza della cadenza genovese nella voce dell’attore protagonista Luca Marinelli. Il film è sincero, rivela Fabrizio per quello che è stato, con tutte le sue qualità e tutti i suoi lati umani, molto umani, a cominciare dalla sua continua voglia di mussa.
Interessante, nonché risaputo, il racconto di come hanno preso vita alcune delle sue più belle canzoni, alcune con la complicità dell’amico Paolo Villaggio. Interessante, nonché risaputo, l’incontro con Luigi Tenco, del quale da ragazzo cantava i pezzi raccontando che fossero canzoni sue per far colpo sulle donne. Simpatica e risaputa la giustificazione che ne diede a Tenco: “Vanno bene per prendere della mussa“. La tristezza sentendo la notizia dell’improvvisa, tragica e inaspettata morte di Tenco. I primi guadagni da cantauotore provenienti dalla Siae per la canzone Marinella, scelta da Mina che la cantò e la fece conoscere al grande pubblico.
Questa sera, la seconda parte, dovrebbe essere più incentrata sul rapimento subito da lui e Dori Ghezzi in Sardegna, e la consolidazione della sua fama di grande cantautore, per qualcuno inarrivabile.
Fabrizio De André, una persona umana… molto umana.

Gaetano Rizza

Gaetano Rizza

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