
Ecco la voce narrante completa per il video, scritta in uno stile documentaristico caldo, riflessivo e un po’ poetico, come se fosse lo stesso Gaetano Rizza a raccontarsi, oppure una voce fuori campo che conosce bene la sua storia.
[Scena 1 – Le origini]
Nasce negli anni Cinquanta.
In una casa semplice, tra le storie raccontate dalla madre in dialetto siciliano.
Lei, che a volte si dava un’aria continentale, e poi tornava alla sua lingua antica, come se salisse sul palcoscenico della memoria.
Da quelle parole nasce tutto: le radici, il senso del racconto, la voglia di ascoltare e di raccontare.
[Scena 2 – Genova]
Poi c’è Genova.
I caruggi stretti, il profumo del mare che sale dal porto, le scale, le voci.
È qui che cresce, che cammina, che osserva.
Genova diventa casa, scuola di vita, e più tardi anche punto di partenza.
[Scena 3 – Il cantante e lo speaker]
La musica arriva come una necessità.
La chitarra, il microfono, la radio.
Canta le canzoni degli altri e le proprie.
Omaggia De André, incontra Vecchioni, cerca la verità nelle parole cantate.
Per anni la voce è il suo mestiere: nelle onde radio e sui piccoli palchi.
[Scena 4 – Il commissario alla Cultura]
Poi arriva il tempo dell’impegno pubblico.
Commissario alla Cultura del Municipio Genova Centro Est.
Non solo spettatore, ma costruttore di occasioni, di incontri, di memoria collettiva.
Genova non è solo il luogo in cui si vive: è qualcosa da custodire e da far vivere.
[Scena 5 – I viaggi in moto]
Ma c’è sempre la strada.
Da solo, in moto, via terra.
Verso il Monte Ararat.
Verso Capo Nord.
Kilometri e chilometri di silenzio, di vento, di pensieri che finalmente hanno spazio.
Due viaggi che non sono solo spostamenti: sono attraversamenti dell’anima.
[Scena 6 – Lo scrittore]
E alla fine, le parole tornano a casa.
Si siede alla scrivania.
Scrive Nato negli anni Cinquanta, Filamenti e Campi, Ed è Parola Esatta.
Racconta la vita di un uomo che si chiama Cristiano Nazareni, ma che somiglia tanto a lui.
Racconta se stesso senza dirlo troppo, e così raccontando parla anche di tutti noi.
[Scena 7 – Il Cronista Mannaro]
Oggi è il Cronista Mannaro.
Guarda il mondo con lo sguardo di chi ha vissuto abbastanza da non farsi più ingannare facilmente.
Scrive, commenta, ricorda.
Ha ancora Genova dietro le spalle e la Sicilia nel sangue.
E continua a fare quello che ha sempre fatto: cercare le parole giuste.
[Chiusura – voce più bassa, quasi un sussurro]
Questa non è la storia di un uomo famoso.
È la storia di un uomo che ha vissuto.
E che, alla fine, ha deciso di non tenere tutto per sé.
Gaetano Rizza