Io non sono Charlie

Il Cronista Mannaro

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Io non sono Charlie

Le tre religioni monoteiste fanno capo allo stesso Creatore, ma ognuna segue delle regole e dei riti diversi. Ciò è dovuto alle diverse culture dei Popoli che, nel corso degli anni, si sono riconosciute in un diverso Messia, chi già arrivato e chi ancora da venire; ognuno di questi ha fatto proseliti con le proprie azioni e le proprie parole a seconda degli usi e costumi dei popoli.
Ma le religioni dovrebbero essere dalla parte del Bene, quindi perché farsi guerre millenarie? Perché cercare d’imporre agli altri il proprio credo con i crociati? Perché cercare d’imporre al mondo la caccia all’infedele?
Allo stato dei fatti nessuno si salva. Tutti colpevoli.
Ricominciamo da zero. Nessuna crociata colonialista e nessuna caccia all’infedele. Ogni uomo si ponga nel confronto degli altri come uomo, con la sua cultura e la sua civiltà. Non si può imporre il proprio credo con le armi, e nemmeno con la propria cultura, men che meno tagliando teste e distruggendo i preziosi resti delle antiche civiltà; oggi, nel terzo millennio dell’era cristiana (per il mondo occidentale). Ogni popolo ha la propria cultura millenaria che noi, tutti, dobbiamo rispettare. Non ho mai pensato che essere nato in occidente mi abbia dato il diritto di essere dalla parte giusta del mondo. Certo sono di cultura (non religione) cristiana, come se fossi nato nei Paesi islamici sarei di cultura islamica. Ma io sarei sempre me stesso, con la mia testa. La mia testa che mi fa decidere di essere politeista nell’ambito della religione, e che nello stesso tempo mi fa decidere di essere esclusivamente un fenomeno fisico e poi chimico e poi biologico – intrappolato in rigide e ferree regole fisiche, chimiche e biologiche.
Quindi il discorso è semplice: chi vuol essere religioso sia, e non prenda a sberleffi le religioni altrui aspettandone poi le conseguenze disastrose che mettono il mondo intero in pericolo. Non sono uno che per vendere copie di un giornale bestemmia le religioni degli altri popoli. “Io non sono Charlie”.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



Leggi il libro di Gaetano Rizza: NATO NEGLI ANNI CINQUANTA

Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

Trailer libro Nato negli anni Cinquanta

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Il romanzo Nato negli anni Cinquanta  di Gaetano Rizza è in vendita qui: laFeltrinelli,  Amazon.it LibreriaUniversitaria, Mondadori StoreIbs.it, HOEPLI.it e in tutte le librerie online. Il libro potrà essere ordinato anche presso migliaia di librerie fisiche in tutta Italia e le librerie stesse potranno tenerlo in libreria ordinandolo a Youcanprint o a Fastbook.

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lunedì, giugno 29th, 2015 Attualità, Libri, Società Nessun commento

Il fallimento dell’Europa dell’euro

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Il fallimento dell’Europa dell’euro

L’Europa dell’euro – con la gestione della questione Grecia, con la questione dell’immigrazione, col pessimo risultato economico che ha avuto nelle famiglie dei lavoratori – è fallita. L’operazione non è riuscita, e a pagarne le conseguenze siamo soltanto noi cittadini delle fasce meno abbienti, quelli che viviamo da sempre di stipendi e pensioni medio bassi. Perché gli altri, quelli che vivono di altro, amministrando i nostri diritti e i nostri poveri beni risultato di una vita di lavoro, continuano a speculare, appunto, sui nostri diritti, i nostri stipendi, pensioni, mangiandoseli in prebende da favola, palazzi da favola a Bruxelles a Strasburgo, viaggi in aereo su e giù per l’Europa e per il mondo, traslochi di treni di carte da un parlamento all’altro, di parlamentari da un parlamento all’altro, di Quirinali, Elisei, di Viminali, di spostamenti in elicottero per fare 200 km, di spostamenti in voli di stato per questioni personali; per le varie Mogherini che non servono a un cazzo, per le varie Boldrini che scroccano voli di stato per loro visite non richieste, per le varie Serracchiani che prendono un volo di stato per andare a Ballarò, per i loro intrallazzi a tutti i livelli (dal livello nazionale e internazionale a livello municipale)…
Per poi avere la scusa pronta: “Se l’Ue fallisce è colpa della Grecia… e un po’ anche dell’Italia” alla quale sono stati inflitti sacrifici insopportabili per un popolo di bravi artigiani che se fossero stati lasciati in pace si sarebbero arrangiati molto, ma molto meglio di quanto abbia fatto l’Europa”. Della Grecia culla della democrazia, democrazia che purtroppo è cresciuta male, in mano ai barbari in giacca e cravatta, che interpretano le leggi sempre a loro favore e mai dei cittadini ai quali tolgono in continuazione quei poveri diritti acquisiti in secoli di battaglie per la dignità.
Un’Europa per la quale quello che conta non è il bene comune, ma il bene di pochi, e tutto il resto sono numeri da accontentare con delle promesse in tempo elettorale. Un’Europa nella quale un Sarkozy parte per la guerra contro Gheddafi – facendolo macellare da gruppi di scalmanati – senza il preventivo accordo dell’Onu, e seguita, nonostante alcune resistenze, dai partners, con ultimo l’Italia sempre pronta a salire sul carro del – statisticamente -vincitore, tradendo anche gli amici. La stessa Francia che se ne sbatte altamente dei profughi che la sua guerra ha provocato e dice chiaramente e a muso duro che quelli, i profughi che scappano dalla situazione da loro non voluta, non riguardano la Francia stessa, bensì riguarda esclusivamente il Paese nel quale sbarcano dopo essere stati decimati nella loro terra e nel mare Mediterraneo.
E’ questa l’Europa dell’Euro? Se è questa è un continente fallito. A ridatece i sordi che ci avete arrubbato con l’euro e andate a gestire pollai. Perché questo siete, al massimo, tutti: allevatori di galline.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



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martedì, giugno 16th, 2015 Attualità, Politica, Società Nessun commento

Un libro in cui si parla di De André e di Vecchioni

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Un libro in cui si parla di De André e di Vecchioni

“Nato negli anni Cinquanta”

In questo libro di Gaetano Rizza, si parla di vita vissuta, di amori, di lunghi viaggi in moto, di passioni, tra le quali la passione per la musica ed in particolare per due giganti della canzone d’autore in Italia: Fabrizio De André e Roberto Vecchioni…

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mercoledì, giugno 10th, 2015 Attualità, Libri, Musica, Racconti Nessun commento

Una cosa è l’immigrazione, altra è la delinquenza

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Una cosa è l’immigrazione, altra è la delinquenza

la cialtroneria di politici e giornalisti è nota, ma a questa è andata ad aggiungersi quella dei twittaroli che pur di dire la loro, peraltro in un ambito che non li tirerà mai fuori dal loro piccolo mondo, sparano qualunque cazzata pur di dare addosso a qualsiasi – anche se minima – razionalità.

Assistiamo a geni, di giornalisti e twittaroli, affermare che un incidente come quello del rom che ha falciato nove persone scappando a tutta velocità dalla polizia in pieno centro abitato, uccidendo anche una giovane mamma è la stessa cosa di uno degli incidenti che avvengono quotidianamente nei centri cittadini. Quindi, secondo questi geni, se si vogliono togliere le case ai rom si devono togliere le case anche agli altri cittadini perché la legge deve essere uguale per tutti.
Inutile farli ragionare, perché non vogliono ragionare!

Quando magari provi a fare capire loro che un incidente stradale casuale purtroppo capita e un incidente CRIMINALE invece NON DEVE CAPITARE, non c’è verso. Quando, altresì, provi a far capire loro che certe case di certa gente non sono case, ma baracche senza cesso e che molti di questi vivono al di fuori di ogni controllo legale, ma spesso al di dentro di pura criminalità perché questa è la loro cultura, non c’è – neppure per questa cosa – modo di fargliela capire.

Io sono il primo ad aver votato contro il reato di clandestinità, che già prevede sanzioni amministrative, per gli immigrati perché capisco da quali situazioni arrivano, e se posso li aiuto quando vedo che si danno da fare con piccole ditte, diventando magari loro cliente. Altra cosa è ospitare nelle città in baracche anche senza cesso gente che vuole vivere così per cultura. Gente che beve, non rispetta le leggi e vivono di un’economia a dir poco oscura.

Ma i geni della politica, del giornalismo, di Twitter, ti rispondono: “Ma guardate gli italiani cosa fanno, e i loro governanti!”. E allora che gli rispondi? Sbattiamo in galera e radiamo le case a zero anche a quelli di Mafia Capitale, della Mafia, della Camorra, dei piccoli delinquenti? Risposta: “Sì!”. Perché quelli sono peggio che zingari, e le loro case, seppur lussuose, sono peggio delle baracche senza cessi.

P.S.
Non so se questo discorso è grillino, salviniano, o di chi più ne ha più ne metta. Ma non m’interessa essere etichettato come questo o quello, mi interessa sempre e solo essere me stesso. SEMPRE.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



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giovedì, giugno 4th, 2015 Attualità, Libri, Politica, Società Nessun commento

M5S 2.0 convince

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M5S 2.0 convince

Il Movimento 5 Stelle così come è apparso negli ultimi mesi convince di più e, se non si tenesse conto degli assembramenti arraffazzonati degli altri partiti concepiti per vincere comunque aldilà della razionalità che invece li vede sputarsi addosso gli uni contro gli altri, non solo avrebbe convinto, ma avrebbe vinto. Infatti in molte città è primo, da solo, e in Italia si conferma secondo partito dopo il Pd renziano degli 80€ dati agli stipendiati e tolti a pensionati, esodati, disoccupati alzando loro le tasse locali.
Ma perché ho detto “M5S 2.0″? Perché, questa è la mia speranza: se Beppe Grillo si fa un po’ da parte (ma intendiamoci gli riconoscerò sempre il merito di avere ideato e creato questa forza di popolo) e lascia più spazio ai vari Di Maio che crescono nel Movimento, sono convinto che il M5S continuerà a crescere. Grillo è bravo, certo, ma non è un politico. Lui raccoglie consensi, certo, da una parte, ma dall’altra li respinge a causa del suo protagonismo e di certe uscite, a volte, fuori luogo.
Quindi cerchiamo tutti insieme di dare una spinta ancora maggiore al M5S 2.0. Anche se già in partenza in queste elezioni si è già fatto sentire, pur essendo elezioni amministrative.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



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lunedì, giugno 1st, 2015 Attualità, Libri, Politica, Società Nessun commento

Al Bano e Romina

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Al Bano e Romina

Mi direte: “Ma guarda un po’ questo, che prima ci ha rotto l’anima con i cantautori italiani e gli chansonniers francesi, a partire da Fabrizio De André per finire con Leo Ferrè, adesso si mette a parlare anche di Al Bano e Romina?”
Vi risponderò: “Avete ragione, in quanto i miei preferiti sono sempre gli stessi, De André, Vecchioni, Paolo Conte, Ivano Fossati e poi gli chansonniers. Ciò non toglie che ogni tanto non disdegno di ascoltare la vecchia musica di gente come Modugno, come Adamo – che peraltro, pur essendo di umili origini siciliane è tuttora un grande chansonnier francese, e altri cantanti della mia epoca come un certo Ivo Livi (in arte Yves Montand), Sergio Reggiani (in arte Serge Reggiani) e molti altri, compreso lo spettacolare, ormai, Massimo Ranieri che con i suoi spettacoli di canzoni anche napoletane sta surclassando per bravura tutti i suoi colleghi, italiani e no.
Che volete farci, mi piace la buona musica. Ma in tutto questo Al Bano e Romina cosa c’entrano? C’entrano poco, è vero. Ma Al Bano è stato quel ragazzo che fuggì dalla Puglia per diventare prima un cameriere nell’alta Italia e poi un cantante di successo iniziando, credo, con Nel sole, che insieme a La notte di Adamo, furono le canzoni che mi accompagnarono in un lungo viaggio in treno dalla Sicilia a Genova per ricongiungermi coi miei genitori e i miei nonni quando ero appena un ragazzino.
Detto questo, devo dire la verità, posso stare tranquillamente senza ascoltare il repertorio di Al Bano e Romina con canzoni tipo Felicità o Il ballo del qua qua, ma non posso non riconoscere che la coppia è stata un pezzo della musica italiana. Infatti non esistono solo i gusti fini, ma anche i gusti popolari che, anch’essi hanno il diritto di esistere.
Per questo ieri sera su Rai 1 mi sono visto il loro concerto dall’arena di Verona.
Chiedo venia a Vossia.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



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sabato, maggio 30th, 2015 Libri, Musica, Tv e Spettacolo Nessun commento

NON PIÙ PADRONI NE’ SCHIAVI

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NON PIÙ PADRONI NE’ SCHIAVI

Le società sono sempre state impostate sul predominio di gruppi di persone su altre.
Questo perchè alcuni si sono arrogati il diritto di decidere cosa è bene per l’uno e cosa è bene x l’altro.
Naturalmente, visto che l’essere umano ha in sè anche egoismo, chi ha potuto decidere per gli altri, va da sè che per se stesso si è tenuto privilegi e benefici di ogni tipo.
La mentalità con cui l’uomo è stata fatto crescere e progredire ha permesso tutto ciò in quanto siamo abituati a pensare che nella vita c’è anche chi può nascere per essere povero comunque, se non nasce in una certa area terrestre e in una certa area economica.
E nella stessa area terrestre ed economica in cui si possono avere molte probabilità di non morire di fame, si è comunque destinati, se non appartenenti alle “caste superiori”, a condurre una vita di lavoro e di sacrifici, quando non addirittura di privazioni e di stenti, lasciando per gli “amministratori” del nostro futuro ricchezze e vita sfarzosa, spesso non meritate, comunque senz’altro non meritate ai livelli che conosciamo.
Per questo la Rivoluzione degli Ultimi e dei Dimenticati deve avanzare verso l’obbiettivo di rendere tutti davvero uguali, e cioè che ognuno, indipendentemente dalla casta di appartenenza (che non avrà più motivo di esistere) dovrà avere le stesse opportunità di qualsiasi altro cittadino.
Poi ognuno andrà avanti con le proprie capacità che lo porteranno ad essere un dirigente, un amministratore o un Ultimo.
I dirigenti e gli amministratori non percepiranno mai emolumenti tali da far loro perdere di vista la realtà degli ultimi, e gli Ultimi avranno tutti uno stipendio minimo che gli garantirà una vita dignitosa.
Ipoteticamente, stando alle valute attuali, si potrebbe quantificare lo stipendio massimo per dirigenti e amministratori di €. 1.800 e uno stipendio minimo per gli Ultimi di €. 1.500.
In questo modo nessuno vivrebbe più sulle spalle degli altri e non ci sarebbero spese assurde per stipendi e pensioni da mille e una notte.
In questo modo, altresì, ognuno dovrebbe stare attento a come spendere ogni singolo euro, pur avendo assicurata una vita dignitosa, e i dirigenti/amministratori non succhierebbero sangue al popolo come parassiti. Cosa che attualmente avviene regolarmente.
Così tutti si ritornerebbe a fare una vita equa senza disparità che non possono più appartenere all’umanità nel 3° millennio dopo Cristo.
In questo modo non ci potrebbero più essere sprechi di nessun tipo nè favoritismi di alcun genere. Perchè chi prende il massimo dello stipendio (circa €. 300,00 in più degli Ultimi) avrebbe un impegno maggiore considerate le sue capacità. E in questo modo, ancora, sarebbe certo che chi si assume più responsabilità rispetto agli altri, lo farebbe anche e soprattutto per un vero interesse per la società, e non esclusivamente per se stesso.
BASTA CON I PRIVILEGI E I LATROCINI.
SULLA TERRA NON CI SONO PIù PADRONI E SCHIAVI!

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



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giovedì, maggio 28th, 2015 Attualità, Politica, Società Nessun commento

DI NUOVO LADRI DI BICICLETTE

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DI NUOVO LADRI DI BICICLETTE

Mio post del 30/11/2011 che vale la pena ripubblicare

Ladri di biciclette è il titolo di un bel film neorealista di De Sica.
E’ la storia di un Italia del dopoguerra e di una società povera che riduce i propri cittadini a doversi mortificare anche con piccoli furti per poter portare da mangiare ai propri figli.
Il ritorno a una società di questo tipo è quella che paventa questo blog da tempo, per l’esattezza dal 2008, anno in cui ci sono stati i primi segnali forti della crisi.
Nel frattempo le cose non sono migliorate, anzi sono peggiorate moltissimo.
Adesso siamo alla resa dei conti, e la società del primo dopoguerra è alle porte; nonostante, ci dicano, il nostro Paese sia la terza economia europea e la settima economia mondiale.
Sono ignorante, non capisco.
Tant’è che i padroni tornano a essere i padroni dell’Ottocento e se gli stai sul cazzo ti licenziano senza se e senza ma (si, ma con l’accordo dei sindacati locali, dicono.. , quegli stessi sindacati che in non poche occasioni ti hanno venduto per un piatto di lenticchie), anche se non sei dipendente di una piccola ditta per le quali i dipendenti sono stati sempre dei precari senza nessuna protezione.
I Marchionne disdicono unilateralmente i contratti nazionali (bello… ma allora che accordi erano? Tra chi?); i governi macellai, con la complicità dei politici tutti, o quasi, e dei sindacati progettano di licenziare più facilmente e di farti stare senza lavoro per più anni perchè nel frattempo sì è allungata la durata della vita.
Così, a loro parere, risanano l’Italia.
Non ci vuole un genio per capire che sono tutti dei buffoni che vanno lì solo per riempirsi ulteriormente le loro tasche e quelle dei loro amici.
Perchè è matematico, questa soluzione che va bene per loro, porta i cittadini a doversi mortificare, per forza di cose, anche riprendendo ad essere ladri di biciclette, se non ladri in più grande stile, truffatori, etc.
Due più due fa sempre quattro, a casa mia.

Gaetano Rizza



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lunedì, maggio 25th, 2015 Libri, Politica, Società Nessun commento

Quando restituire maltolto si chiama Bonus

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Quando restituire maltolto si chiama Bonus

Questa è l’epoca in cui può accadere tutto e il contrario di tutto.
I politici, lo sappiamo, a parte qualche singola mente illuminata del passato, si sono dati alla politica attratti dai guadagni che il ramo offre ai più furbi. Infatti cosa hanno fatto? Hanno unito la loro voglia di fare chiacchiere da bar facendo una briscola o uno scopone, a quella di poterlo fare essendo pagati profumatamente dai cittadini. Chiamali scemi.
Ma adesso siamo proprio al culmine di questo gioco, stiamo toccando davvero la punta massima del delirio: quando un presidente del consiglio che ha fatto a spallate e a gomitate tra quelli del suo stampo per diventare tale, sapendo comunque che la classe politica pappona e mangiona aveva portato i cittadini sul lastrico, s’è presentato dicendo il classico “Ghe pensi mi”. Tanto, pensa lui, ai cittadini si può fare di tutto e quelli mi votano pure, basta dire due stronzate, e se il giorno dopo mi tocca dire stronzate opposte a quelle del giorno prima, mi prendo pure i voti della parte politica opposta.
Ma dicevo: quando restituire il maltolto si chiama Bonus. Roba che neppure il mago Silvan…
Il governo Monti – Fornero e coalizzati tutti, dal Pd al Pdl hanno votato le leggi ammazza pensionati facendo diventare questi in buona parte esodati e comunque portando i cittadini italiani – per il 15% del numero totale – a vivere sotto la soglia di povertà. La consulta, come sappiamo, ha bocciato, a cose fatte, una delle loro leggi meschine, quella sulla mancata indicizzazione degli stipendi oltre i 1.400€. Ciò vuol dire che quella cosa lì, sporca, non si poteva fare e quindi si deve restituire il maltolto. Ok, cosa escogita il Macchiavelli de noantri? Colui che alle prime critiche del suo operato da parte dei giornali stranieri ebbe il coraggio, da perfetto buffone, di presentarsi a palazzo Chigi con un carretto dei gelati? Ebbene escogita di fare passare un debito di 18 miliardi nei confronti dei lavoratori per un Bonus nei confronti dei lavoratori. Ma come si può ben capire un Bonus è un Bonus e ci si deve accontentare della bontà di colui che te lo concede. Quindi il debito di 18 miliardi si trasforma in un Bonus di 2 miliardi perché di più non si può, fatto comunque, con la sua estrema generosità (vedi gli 80€ a chi già lavora e prevedibilmente vota Pd, cosa poi confermata dal successo elettorale di quel partito) a ridosso delle elezioni regionali.
Ma finché ce lo diciamo tra noi, io scrivo qualche post, quell’altro pure, i 5 stelle si lamentano, quelli che hanno votato a suo tempo leggi vergognose, compresa questa bocciata dalla consulta in un sussulto, si lamentano pure, cosa succede? Niente. E quelli continuano belli belli ad arricchirsi. Senza, peraltro, nemmeno prendersi un calcio in culo.

Gaetano Rizza



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mercoledì, maggio 20th, 2015 Attualità, Libri, Politica, Società Nessun commento

Qualche ricordo con la mitica Esteve di De André

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Qualche ricordo con la mitica Esteve di De André

Anni fa diedi il mio contributo a una battaglia sindacale contro decisioni dell’Azienda per cui lavoravo, che – inevitabilmente, poi – hanno portato allo sfacelo dell’Azienda stessa che negli anni è stata rilevata da un gruppo più grande che se l’è pappata, con relativa perdita di posti di lavoro. In questa battaglia fui supportato dalla presenza della chitarra di Fabrizio De André: la mitica ESTEVE, che mi fu gentilmente concessa da Gianni Tassio e dal consorzio dei commercianti di via del Campo che la tenevano in custodia come uno dei più preziosi cimeli.

Qualche mese dopo l’ebbi ancora quella favolosa chitarra per un concerto-tributo a Fabrizio De André, che ideai, organizzai e interpretai.

Nel mio libro  racconto, tra le tante cose, anche la serata di quel concerto.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



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lunedì, maggio 18th, 2015 Libri, Musica, Politica Nessun commento
 

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